UNA MADRE

Pubblichiamo oggi la lirica classificatasi al quarto posto assoluto nella sezione Poesia: “Una madre” di Emanuele Liaci

UNA MADRE

Fortezza dei miei giorni felici,
di quest’albero sei lei sue radici.
Non vi è cosa che non porti il tuo odore
né frutto che non abbia il tuo sapore.
Fra le tue fronde mi hai cresciuto,
con latte e miele sono pasciuto.
La tua voce fu come vento vibrante,
soave e dolce legno parlante.
Mi hai sostenuto nella paura,
mi hai riparato dai giorni di calura,
dei tuoi frutti hai riempito ogni cesto,
sopravvivesti al fuoco di Efesto.
Grande il mio tronco, forti le mie radici,
oggi sul tuo corpo sono tante le cicatrici,
dove finì la tua grande forza
e cosa è rimasto della tua dura scorza,
tenevi insieme la terra e oscuravi il sole
e i tuoi piedi si adornavano di viole.
Grigia ora la tua chioma, spenti i fiori,
non vi è più ricordo dei brillanti colori,
i fiori di loto ti fumano addosso
mentre i ricordi ti cadono di dosso.
Tu mi donasti il tuo amore
saggia vecchia dal grande cuore
e nulla volesti in cambio albero stanco,
nemmeno la promessa di restare al tuo fianco.

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