Mimose pudìche e rami d’ulivo

La VJ Edizioni è lieta di annunciare l’imminente pubblicazione della nuova silloge del poeta Sebastiano Impalà dal titolo Mimose pudìche e rami d’ulivo.

Le mie parole si perdono nel vento
come atomi di cielo senza tempo
” (Sebastiano Impalà)

E’ possibile acquistare il libro al prezzo promozionale di Euro 8,00 (anziché 10,00 del prezzo di copertina) e senza spese di spedizione per tutta Italia:  CLICCARE QUI oppure effettuare un bonifico alle seguenti coordinate bancarie:

IBAN   IT71I0760111700000043841626 intestato a Ferrario Edoardo Pietro Eugenio.
Oppure ricarica carta Postepay n. 5333 1711 0926 8785 intestata a Ferrario Edoardo Pietro Eugenio (Cod. Fis. FRR DDP 60C31 F205F)

N.B. In caso di pagamento con bonifico o ricarica postepay inviare una mail a vjedizioni@outlook.com specificando l’indirizzo dove si vuole sia mandato il libro.

“Conoscendo -e apprezzando già- l’autore attraverso una parte delle sue opere, trovo che quest’ultima fatica rappresenti un salto di qualità. Ma chi è Sebastiano Impalà?

Ne “La conversione di Narciso” rivela di essere un uomo innamorato delle parole e da queste ricambiato. Non ricerca artificiosamente la rima, la vuota frase a effetto, ma estrae la bellezza dei suoi versi dagli avvenimenti, dalle persone, dalle cose. Amante della mitologia classica, della filosofia; eppure con i piedi ben piantati nel presente con le sue storture, come testimoniano i versi che dedica al Covid, all’inquinamento, a George Floyd.

Leggere quest’opera, a proposito di armonia, mi ha fatto pensare alla struggente bellezza degli accordi di WISH YOU WERE HERE, la cui grandezza risiede nella semplicità: Impalà è un David Gilmour delle parole.

Considero infine Sebastiano un poeta romantico. Il Guglielmino -Grosser, l’antologia sulla quale ho studiato fino al 1990, diceva pressappoco: “La poesia romantica è avversa alle regole e, talvolta, sregolata”. Aver ripetuto meccanicamente queste parole agli esami di maturità, senza aver trovato una testimonianza tra le poesie contenute nella stessa antologia, mi è costato una figuraccia: l’opera che vi trovate tra le mani rappresenta la mia riabilitazione.” (dalla prefazione di Antonio Pino)

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